8 marzo 2010

Guardie del Papa: se la moglie non “ci sta”, marito colpevole

Le donne non erano certo molto rispettate nella Roma dei Papi, visto il millennario disprezzo della Chiesa cattolica per la donna. Unica ben nota eccezione la madre di Gesù. Ma per lei, raccomandata speciale, si fa il miracolo di considerarla vergine…
E sì, perché alla donna la Chiesa cattolica ha imposto solo tre strade, una più drammatica e umiliante dell’altra, come lamentavano anni fa le femministe. Vediamole.
1. Madre. La donna, si sa, è impura se ha già conosciuto l’uomo. In pratica, le oneste madri di famiglia fattrici di tanti figli erano considerate impure? No, loro no, perché sposate col "Santo Matrimonio" dove il sesso, si sa, non è un piacere ma un "dovere coniugale". Ché così quasi passa la voglia...
2. Puttana. La donna come Eva è pur sempre tentatrice e incline al piacere all'uomo, ergo spinge l’uomo al peccato, e quindi è equiparata dalla Chiesa inconsciamente al Demonio. Il Tentatore di Gesù nel deserto - dicono i Vangeli - aveva non per caso sembianze femminili. Misoginia millennaria della Chiesa denunciata fin dall'origine dalle donne femministe. Tutte puttane, dunque? Be', non proprio: ci sono sempre le eroine.
3a. Santa. Le "pie donne", le "Dame di S. Vincenzo, le beghine, le bizzocchere, le dedite alle grandi cause altruiste, le super-volontarie alla Nightingale, e infine le Sante, ovviamente tutte "presunte vergini" o, a un livello di verginità probabile molto più basso, spesso sottozero, visti i conventi (cfr. Boccaccio), le monache. A parte, si sa, le rare fulgide figure come suor Teresa di Calcutta e le monache-sante. Quartum non datur? E' così, infatti c'è solo un'altra sub-specie della santa che è apprezzata dalla Chiesa: la donna-vittima. Che, visto il masochismo delle donne, è una categoria molto frequente:
3b. Martire. Le donne per la Chiesa hanno la "libertà" di essere con dignità o sante o martiri, cioè violentate. E’ il caso, appunto, delle tante Marie Goretti, cioè delle vittime "incolpevoli" (!) di stupri. E anzi, questa parrebbe per le donne una condizione conveniente, quasi desiderabile, secondo la Chiesa, perché in un colpo solo da colpevoli e "poco di buono" potenziali passano subito a "vergini e martiri".
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Sessualità contorta e complicata? E' dire poco. Certo, la condizione della donne sotto Santa Romana Chiesa è materia che interessa da molto tempo gli psico-patologi, e che forse spiega una parte di tanta omosessualità e perversione tra il clero cattolico apostolico romano. Romano, sì, anche quando il prete riconosciuto colpevole ieri di sodomia e oggi di pedofilia (anche i peccati sessuali dei preti seguono le mode) ha un cognome irlandese, tedesco, boliviano o statunitense.
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Oggi, 8 marzo, dedichiamo questo sonetto sulla condizione della donna nel Regno Pontificio innanzitutto agli stupidi che hanno da ridire sul Risorgimento e la presa di Porta Pia, che portarono la libertà a Roma, anche per le donne. E poi anche alle tante donne che oggi giustamente celebrano non l’ennesima consumistica "festa" all’italiana, la "Festa della donna", ché in Italia tutto diventa una festa, con tanto di fiori e dolci, perché tutto resti come prima, ma la "Giornata internazionale della donna" che è tutt'un'altra cosa. Donna che nel sonetto, riconosciamolo da maschi, fa una bella figura: pur disperata, dice no alla prepotenza del capo degli sbirri.
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ER LOGOTENENTE
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Come intese a ciarlà der cavalletto,
Presto io curze dar zor Logotenente:
"Mi' marito... Eccellenza... è un poveretto
Pe carità... Ché nun ha ffatto gnente"..
Dice: "Mettet'a ssede". Io me ce metto.
Lui cor un zenno manna via la gente:
Po' me s'accosta: "Dimme un po' gruggnetto,
Tu' marito lo vòi reo o innocente?".
"Innocente", dich'io; e lui: "Ciò gusto"
E detto-fatto quer faccia d'abbreo
Me schiaffa la man-dritta drent'ar busto.
Io sbarzo in piede, e strillo: "Eh sor cazzeo...
"E lui: "Fijola, quer ch'è giusto è giusto:
Annate via: vostro marito è reo".
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Roma, 6 novembre 1832
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Versione in italiano: Appena udii parlare del cavalletto (1) mi precipitai dal capo delle guardie:"Mio marito, Eccellenza... è un poveretto, per carità... perché non ha fatto niente". Lui dice "Mettiti a sedere". Io mi ci metto. Lui con un cenno manda via la gente: Poi mi si avvicina: "Dimmi un po', bel musetto, tuo marito lo vuoi colpevole o innocente?" "Innocente", io dico; e lui: "Mi fa piacere". E, detto fatto, quella brutta faccia (2) mi infila la mano sinistra dentro al corsetto, nel seno (3). Io salto in piedi, e strillo: "Eh, signor cazzeo..."E lui: "Figliola, quel ch'è giusto è giusto: andate via: vostro marito è reo".
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1. Pena, o piuttosto tortura in uso nella Roma dei Papi: si veniva legati seduti ad un banco mostrando la schiena nuda su cui venivano inflitti numerosi colpi di scudiscio (nerbo di bue o corda con nodi). Nel sonetto 844 "Piazza Navona" (1 febbraio 1833) c’è un verso eloquente: "Ccquà s’arza er cavalletto che dispensa sur culo a chi le vò trenta nerbate". "A chi le vò", verosimilmente nel senso di "a chi se l'è meritata", perché la pena era vergognosa. Niente a che fare, insomma, con le frustate scelte da volontari masochisti come supplizio eroico di autoflagellazione sanguinosa e ascesi mistica, come i famigerati monaci fanatici flagellanti all’Oratorio del Caravita. Nel sonetto 253 "La corda ar Corzo" (21 novembre 1831) il Belli spiega che il cavalletto non aveva in realtà un effetto molto grave, "che for de quer tantino de brusciore un galantuomo, senza stacce a letto, pò annà per fatto suo come un signore ". Sublime l’ironia della contrapposizione capovolta tra galantuomo e signore, tipicamente belliana.
2. "Faccia d’abbreo", diffuso epiteto razzista del popolino romano, aizzato dall’antigiudaismo diffuso nella Roma papalina e un po’ ovunque nella Chiesa, per istigazione secolare dei preti.
3. Le donne nell'Ottocento non portavano reggiseno, essendo la funzione del sorreggere affidata allo stesso corsetto esterno (v. illustrazione).

2 commenti:

7depaolis ha detto...

Conoscevo il Belli solo di fama: un gran coraggio ai tempi dello stato pontificio 'denunciare' fatti così nefandi.

Ed io che credevo di aver raccolto chissàcchè in un dossierino (pedohiles: malades ou criminels?) di lanci (e e non solo )da bbc world,La7, france-cinque-monde,arte:ass-radio-television-europen,la stampa,corsera ecc. su questi a dir poco impuniti crimini, danni biologici e suicidi delle vittime inclusi!

Credo che papa JR (tedesco di germania) possa e debba ora trovare una soluzione decente: cancellare il dogmatico 'silenzio e obbedienza', forse !

shelley

Nico Valerio ha detto...

Grazie Annamaria del tuo contributo intelligente.

 
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